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NORMATIVA

Report sugli adempimenti normativi riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche

PROGETTAZIONE DEI PERCORSI TATTILI

USO DEI CODICI IN SITUAZIONI SPECIFICHE.

Scale

Alla base della scalinata va posta una striscia di Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO che sbarra tutto il fronte della scalinata per una profondità di 20cm, posta a 30cm dalla base del primo scalino. La stessa segnalazione va ripetuta su ogni successivo pianerottolo, se sufficientemente profondo, indicativamente almeno cm 180 (Disegno n. 9a).

Dato il maggior rischio costituito dall'affrontare una scalinata in discesa, l'inizio di essa nella parte sita in alto va segnalato con il Codice di PERICOLO VALICABILE. L'obbligo della segnalazione era stabilito già nel D.M. 236/89 e viene ripreso dal D.P.R. 503/96. Le due strisce contigue formanti il Codice di PERICOLO VALICABILE devono sbarrare completamente l'accesso alla scalinata per tutta la sua luce; ogni striscia è larga 20cm, per una profondità complessiva di 40cm; il codice a calotte sferiche sarà posto dopo quello di ATTENZIONE, rispetto a chi sta per discendere la scalinata, lasciando 40-50 cm liberi prima dell'orlo del primo scalino. Il D.M. 236/89 dice "almeno 30cm", ma le negative esperienze dei non vedenti hanno dimostrato la necessità di superare quella misura minima suggerita dal Decreto. La stessa segnalazione va ripetuta su ogni pianerottolo, se sufficientemente lungo, indicativamente cm 180 (Disegno n. 9b). La continuità del corrimano anche lungo il pianerottolo può costituire per il disabile visivo un avvertimento che la rampa di scale non è terminata e sostituire quindi il segnale tattile nel caso di pianerottoli di breve lunghezza.

Per la sicurezza delle persone ipovedenti, va assicurata un'illuminazione adeguata e i marca-gradini antisdrucciolo devono essere di colore contrastante con il resto della pedata. Le rampe o scivoli posti in ambiente esterno non creano di solito problemi ai non vedenti, costretti dalle freguenti discontinuità o irregolarità delle pavimentazioni a prestare continua attenzione. In questi casi il punto pericoloso non è l'inizio della rampa, bensì il confine con la zona carrabile e lì, infatti, va posto il segnale di PERICOLO VALICABILE. Diverso è il caso di rampe o pendenze utilizzate negli interni di edifici per superare dei modesti dislivelli senza dover creare dei gradini. Tali rampe, che potrebbero presentarsi inattese sotto i piedi, è bene che siano segnalate con le stesse modalità previste per le scalinate. Nessuna segnalazione è però ritenuta necessaria se la pendenza è inferiore al 5%.

Scale mobili e tappeti mobili orizzontali o inclinati

Questi sistemi meccanici, devono consentire necessariamente un solo senso di marcia, di conseguenza la loro segnalazione sarà diversa rispetto a quella delle scale fisse. Per questi sistemi, infatti, è più opportuno parlare di "ingresso" e di "uscita", invece che di salita e discesa. Nelle scale mobili e nelle rampe o tappeti mobili, sia in piano che in pendenza, si segnala con il pericolo valicabile soltanto l'ingresso, mentre all'uscita si troverà subito il percorso rettilineo. Si eviterà che il disabile visivo giunga erroneamente a questa uscita mediante appositi innesti a senso unico. Il disabile visivo è istruito dai corsi di Orientamento e Mobilità a porre come prima cosa la sua mano sul mancorrente mobile che gli confermerà la corretta direzione di marcia del sistema. Dal percorso tattile che conduce alle scale fisse si diramerà, mediante codice di svolta a "T", un tratto conducente alle scale mobili. A monte delle suddette diramazioni occorre segnalare con codice di attenzione/servizio e mappa tattile l'alternativa tra le scale fisse e i dispositivi meccanizzati. (Vedi figura). Per le scale mobili e i tappeti mobili servite da percorsi tattili deve essere garantito il mantenimento del senso di marcia (es. scale mobili sempre in salita o discesa).

Esempio di diramazione per scala mobile

Percorso rettilineo a senso unico
Per segnalare che una certa direzione non deve essere presa, si può utilizzare un particolare svincolo ottenuto affiancando per un breve tratto due percorsi rettilinei ad una distanza di almeno 40cm, uno dei quali poi termina con un tratto obliquo, realizzato tagliando il rettilineo secondo la regola della bisettrice, allo scopo di far coincidere i canaletti. Il tratto obliquo porta il disabile visivo a confluire sul percorso parallelo in una posizione già sufficientemente orientata nel senso di marcia che dovrà prendere (innesto a senso unico orientato); la mancanza di continuità fra i canaletti del tratto obliquo e quelli del percorso rettilineo in cui ci si immette, evita a chi proviene dalla direzione opposta di imboccare il senso vietato, dato che il disabile visivo percepisce soltanto la continuità dei canaletti che sta percorrendo e non si accorge neppure dell'esistenza dell'altro percorso che lui, infatti, non deve imboccare (Disegno n. 10a). Qualora lo stato dei luoghi non consenta di distanziare fra loro i due percorsi paralleli, il disassamento potrà avvenire utilizzando due codici di SVOLTA OBBLIGATA a 90° messi in sequenza a formare una "S"; anche l'innesto sull'altro ramo di percorso avverrà mediante un Codice di SVOLTA OBBLIGATA a 90° (Disegno n.10b). La differenza fra le due soluzioni dipende dall'eccessiva brevità del tratto diagonale nel caso che i due percorsi siano adiacenti. Combinando opportunamente gli svincoli, è possibile indirizzare i flussi esattamente come richiesto dalla situazione ambientale (Disegni n. 10 e n. 11a).




Disegno n.11a - Percorso rettilineo a senso unico innestato in un segnale di INCROCIO è anche possibile realizzare un innesto a senso unico in un percorso perpendicolare rispetto a quello dal quale si proviene, portando il Codice di DIREZIONE RETTILINEA a contatto con quello perpendicolare ad esso, senza utilizzare il Codice di INCROCIO, in modo che chi percorre il tratto trasversale non sia portato ad imboccare il senso unico. Si ottiene così un innesto a senso unico non orientato; infatti, nel disegno n. 11b, chi proviene dalla porta di ingresso può imboccare il percorso trasversale in entrambe le direzioni, mentre il disabile visivo che proviene dalla Sala amica o dal banco check-in non si accorgerà nemmeno del raccordo che proviene dall'entrata e che quindi non deve imboccare.



Disegno n.11b - Innesto a senso unico NON orientato: chi proviene dall'entrata può imboccare il percorso trasversale in entrambe le direzioni.



Disegno n.11c - Innesto a senso unico orientato: a chi proviene dall'entrata si suggerisce, mediante un breve tratto diagonale di dirigersi a sinistra, dato che voltando a destra si dirigerebbe subito all'uscita (innesto a senso unico orientato); anche qui, il disabile visivo che transita tra la Sala Amica e l'uscita non può imboccare il senso vietato.

Disassamento del percorso

Disegno 12a - Quando si renda necessario spostare l'asse del percorso, ad esempio per la presenza di ostacoli, sarà sufficiente utilizzare un tratto di percorso rettilineo posto in obliquo; esso sarà più o meno lungo a seconda della maggiore o minore entità del disassamento. E' importante che la congiunzione con le parti rettilinee del percorso avvenga tagliando le piastredel Codice di Direzione Rettilinea secondo la bisettrice dell'angolo che si deve formare.

Disegno 13a - Comunicazione tra due passaggi non collocati in asse con il metodo delle svolte: quando invece sia necessario ottenere un disassamento di maggiore entità, ad esempio per congiungere due accessi non allineati fra loro, la soluzione canonica è quella di far eseguire al percorso due svolte ad "L", una in un senso e una nel senso opposto.

Disegno 13b - Comunicazione tra due passaggi non collocati in asse con il metodo del tratto obliquo: si tenga comunque valida come buona regola quella di non eseguire un taglio obliquo a 30°, massimo 45°, onde evitare che il puntale del bastone si impunti sul percorso, piuttosto che incanalarsi correttamente.

Segnalazione di una zona ove non è possibile sostare.

Qualora su una banchina ferroviaria o di linea metropolitana, ovvero in altra situazione urbana, si venga a creare un restringimento notevole della zona pedonabile, sarà necessario avvisare di ciò le persone con disabilità visiva, dato che la sosta in tali zone potrebbe essere pericolosa ovvero ostacolare il passaggio degli altri pedoni. In primo luogo, comunque, andrebbe presa in considerazione la possibilità di allargare la strettoia diminuendo per quanto possibile gli ingombri dei corpi emergenti che l'hanno creata (ad es. vano scala o ascensore), usando altresì per la recinzione, ad esempio, materiale metallico anzichè in muratura, dato il suo minore ingombro. Se tale intervento non fosse realizzabile o comunque non bastasse a dare sufficiente respiro alla strettoia, allora una soluzione di ripiego, sarebbe quella di segnalare la zona come pericolosa per la permanenza e indicare con mappe e segnali tattili che in essa è consentito il solo passaggio e non la sosta (vedi Disegno n. 14). Eccezionalmente, sarà consentito che la pista tattile passi in prossimità del segnale di ARRESTO/PERICOLO del bordo banchina, o addirittura in aderenza ad esso; in casi estremi, la pista con il Codice di DIREZIONE RETTILINEA potrà essere ridotta fino ad una lunghezza di soli 30cm. Se la strettoia non si prolunga per più di 3m, alla sua metà, segnalata a terra da un Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO, sarà posta a parete una targa tattile riportante la scritta "Non sostare lungo questa strettoia" in caratteri braille e stampatello a rilievo. Se la strettoia ha una lunghezza maggiore, sarà necessario apporre due targhe tattili, una da ciascun lato, 50cm dopo il suo inizio, sempre segnalate dal Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO e riportanti un uguale avviso. In ogni caso la presenza di zone pericolose per la permanenza dovrà essere indicata sulle mappe di piano o di zona presenti ai punti di ingresso alla stessa. La scritta in caratteri braille e stampatello a rilievo riporterà: "Sono presenti strettoie pericolose per la permanenza: non sostare sulle stesse".

Termine dei percorsi tattili.

Un percorso tattile può terminare in cinque diversi modi, che assumono, per chi percorre la pista, altrettanti differenti significati.
a)Il Codice di DIREZIONE RETTILINEA termina con i suoi canaletti che sfociano sulla normale pavimentazione senza l'aggiunta di alcun Codice particolare: in tal caso si vuole indicare al disabile Visivo che da lì in poi inizia una guida naturaele che si trova alla sua portata, tipicamente a una quarantina di cm alla sua destra o alla sua sinistra (un muro, una siepe, ecc.).

b)Il percorso tattile termina con un elemento di Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO della stressa larghezza della pista (60cm) e di profondità o passo di 60cm: ciò indica al disabile visivo che il percorso tattile è terminato perchè, continuando in quella direzione, non si giunge in alcun luogo si interesse, come avviene per la parte della banchina ferroviaria che sopravanza la normale lunghezza dei convogli. Oppure, semplicemente, perchè gli interventi di adeguamento si sono fermati in quel punto. In ogni caso, dopo quel tipo di segnale, il disabile visivo sa che non troverà altri segnali tattili e dovrà fare affidamento unicamente sulle sue capacità per muoversi autonomamente

c)Il percorso tattile termina con un elemento di Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO di ampiezza superiore al percorso rettilineo e di profondità 20cm: in tal caso si indica al disabile visivo che sta per impegnare una rampa di scale in salita.

d) Il percorso tattile termina con un elemento di Codice di ATTENZIONE/SERVIZIO di ampiezza superiore al percorso rettilineo e di profondità 40cm. Questo segnale indica al disabile visivo due diverse situazioni: 1) che sta per impegnare un accesso dotato di una porta normalmente chiusa o ad apertura automatica. Nel caso che, invece, la porta normalmente sia aperta e non vi siano ostacoli a procedere (scalini o battenti) il COdice di DIREZIONE RETTILINEA è continuo e senza interruzioni. 2) che sta per attraversare una pista ciclabile.

e)Il percorso termina con un elemento di Codice di PERICOLO VALICABILE: ciò indica al disabile visivo che di fronte a lui c'è una zona di pericolo che, tuttavia, è possibile superare, ma con cautela, facendo attenzione, come, ad esempio, una scala in discesa, un attraversamento pedonale, ecc.