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NORMATIVA

Report sugli adempimenti normativi riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche

PRINCIPI GENERALI RELATIVI AI PERCORSI TATTILI PER DISABILI VISIVI


L'aspetto innovativo del sistema tattile plantare tipo LVE di seguito riportato è nella sua attitudine a fornire, oltre alle indicazioni tattili meglio percepibili e riconoscibili, anche informazioni vocali. Tale sistema consente di muoversi in totale autonomia e sicurezza e si basa su messaggi tattili impressi sulla superficie dei pavimenti, percepiti attraverso il contatto con il piede e con la punta del bastone, che orientano la marcia del disabile visivo. I messaggi vocali che nel nuovo sistema tipo LVE (Loges Vet Evolution) integrao i codici tattili e contengono informazioni sull'ambiente circostante, sulle possibili destinazioni da raggiungere, sui servizi presenti, sia direttamente che indirettamente connessi al trasporto ferroviario. Per realizzare ciò, sotto le piastre tattili, ad interasse di 60 cm, vanno sistemati dei TAG RFG di cui sono corredati gli elementi del ercorso tattile e che sono idonei alla comunicazione con ausili elettronici dedicati. I messaggi sono brevissimi e con lunghi intervalli di silenzio, per non interferire con l'ascolto dell'ambiente. La segnalazione è esatta con uno scarto massimo di 30 cm.


Il sistema vocale complementare al sistema tattile illustrato non è oggetto delle presenti "Linee Guida".
Fermo restando la predisposizione dei TAG, si valuterà l'opportunità di attivare contemporaneamente alla posa della mattonella o in una seconda fase l'emissione dei messaggi vocali. La parte tattile consiste, in superfici dotate di rilievi appositamente studiati per essere percepiti sotto i piedi, da installare sul piano di calpestio in tonalità contrastante con il resto della pavimentazione, per consentire a non vedenti ed ipovedenti "l'orientamente e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo", così come prescritto dalla normativa vigente (D.P.R. 503/1996, D.M. 236/1989. D.P.R. 380/2001). Queste superfici sono articolate in codici informativi di semplice comprensione, che consentono la realizzazione di percorsi-guida o piste tattili, e cioè di veri e propri itinerari guidati, come anche di semplici segnali tattili, e cioè delle indicazioni puntuali necessarie a far individuare un punto di interesse, come una fermata di autobus o un semaforo. I sei codici, ritenuti necessari anche dalla Commissione Barriere Architettoniche presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono:
  • "DIREZIONE RETTILINEA";
  • "ARRESTO/PERICOLO";
  • "PERICOLO INVALICABILE";
  • "INCROCIO";
  • "ATTENZIONE/SERVIZIO";
  • "AVOLTA OBBLIGATA A 90°".

  • I PERCORSI TATTILI (GUIDE ARTIFICIALI)
    L'esigenza di una maggiore autonomia dei disabili visivi nei loro spostamenti si va sempre più affermando come conquista sociale della categoria. Tale esigenza di autonomia è particolarmente sentita in alcuni luoghi che costituiscono nodi nevralgici per la mobilità, come sono le stazioni ferroviarie e gli ambienti di loro pertinenza. Per ovviare a tali problemi e contribuire in maniera rilevante a favorire gli spostamenti autonomi dei disabili visivi, non vedenti e tutte le categorie di persone che hanno difficoltà ad utilizzare il treno o la relativa infrastruttura, è utile adottare un sistema costituito da particolari superfici tattili, articolate in codici informativi di semplice comprensione, che consentono la realizzazione di piste tattili e che forniscono informazioni e criteri di orientamento utili anche ai normovedenti, ma preziosi ed insostituibili in special modo per le persone con disabilità visive e i non vedenti, consentendo loro un'indipendenza ed una sicurezza altrimenti non ipotizzabili. Il sistema tattile dovrà essere costituito da elementi modulari di pavimentazione che forniscono informazioni direzionali e avvisi situazionali attraverso quattro differenti canali:
  • il senso tattile plantare o più esattamente il senso cinestesico, (ossia le sensazioni provocate dai movimenti dei muscoli nella normale attività motoria)
  • il senso tattile manuale (attraverso il bastone bianco)
  • l'udito
  • il contrasto cromatico (per gli ipovedenti).

  • L'integrazione con il sistema vocale fornisce ulteriori informazioni particolarmente importanti per dettagliare ed integrare quelle ricevute tramite gli indicatori tattili a terra e le mappe a rilievo. Il sistema di riferimento dovrà fornire informazioni tattili, differenziando la conformazione della sua superficie rispetto all’intorno e delle diverse parti della sua superficie tra loro (informazione tattile plantare o con l’uso del bastone).
    Dovrà fornire informazioni acustiche provenienti dalla punta del bastone o dalla suola della scarpa, in conseguenza della differente risposta sonora del materiale che forma il percorso tattile rispetto a quello del resto della pavimentazione, quando questo sia diverso. Dovrà fornire anche informazioni visive, attraverso il contrasto cromatico e di luminanza, in qualunque situazione ed evitando qualsiasi possibilità di confusione tra il percorso e l'intorno e tra i diversi elementi indicatori del percorso stesso, a beneficio degli ipovedenti, ma anche degli stessi normovedenti.
    LE GUIDE NATURALI
    Per "guida naturale" si intende una particolare conformazione dei luoghi, tale da consentire al disabile visivo di orientarsi e di proseguire la sua marcia senza bisogno di altre indicazioni.

    Un classico esempio può essere rappresentato da un marciapiede che sia fiancheggiato dal muro continuo di un edificio, che non presenti rientranze o sporgenze e che non sia interrotto da ostacoli fissi o pericoli.
    In una tale situazione il cieco cammina basandosi sugli indizi acustici come quelli rappresentati dall’eco del muro o dal rumore del traffico parallelo, se presente o su altri indizi. Il bastone bianco viene usato con movimento pendolare per sondare la presenza di eventuali ostacoli. Anche un muretto basso, il cordolo di una aiuola o una siepe se continui possono costituire una guida naturale, ma in questo caso la loro presenza può essere avvertita soltanto per mezzo del bastone.
    In ogni caso, il disabile visivo comprenderà la necessità di seguire una determinata guida naturale nel momento in cui i suoi piedi si trovano a calpestare un apposito segnale tattile, consistente in un codice di DIREZIONE RETTILINEA che si affianca per un breve tratto alla guida naturale, a breve distanza da essa.

    Nell’ambito delle stazioni sono chiaramente identificate come idonee le seguenti componenti architettoniche:
  • Corridoi di larghezza massima di m. 2.00
  • Rampe di larghezza massima di m. 2.00, fornite di corrimano o parapetti continui su entrambi i lati
  • Sottopassaggi di larghezza massima di m. 2.50
  • Passerelle aeree di larghezza massima di m. 2.50
  • Scale fisse fornite di corrimano continuo su entrambi i lati
  • Scale mobili
  • Tappeti mobili.

  • Quando nella progettazione si utilizzeranno le suddette componenti come percorsi-guida per disabili visivi, non sarà necessaria alcuna integrazione di guida artificiale, salvo ovviamente prevedere nelle interruzioni elementi di raccordo di quest’ultima che garantiscano la continuità.
    FALSE GUIDE NATURALI
    In alcuni casi non devono essere considerate "guide naturali": la linea di confine fra pietra liscia e sampietrini o fra cemento e terra battuta, come anche eventuali tratti di pavimentazione differenziata, quale una zona di cubetti di porfido rispetto all'intorno asfaltato, dato che vi sono migliaia di situazioni del genere non preordinate e del tutto accidentali che non portano il disabile visivo da nessuna parte utile; inoltre tali situazioni mancano del requisito essenziale dell'univocità dell'informazione, indispensabile affinché il disabile visivo vi si affidi con consapevole fiducia.


    * I disegni sono stati tratti dal testo “ Eliminazione Barriere Architettoniche (Progettare per un utenza ampliata) – di : I. Argentin, M. Clemente, T.Empler. Edizione DEI Ottobre 2008.


    PERCORSI PROMISCUI

    In alcuni casi anche in presenza di guide naturali sarà necessario installare segnali tattili, ad esempio quando sullo stesso livello coesistono zone riservate a pedoni e biciclette o a pedoni e veicoli in genere. Nel primo caso, di solito, si tratta di un marciapiede sul quale è ricavata una fascia di pista ciclabile; nel secondo caso si tratta di strade sprovviste di marciapiede. In entrambi i casi, poichè a separare le zone assegnate ai diversi tipi di utenti non vi sono gradini riconoscibili tattilmente da un disabile visivo, ma soltanto strisce verniciate o differenti tipi di pavimentazione, è necessario garantire al disabile visivo una marcia sicura, senza il timore di invadere le zone a traffico veicolare. Ciò si ottiene installando sulla linea di confine fra la zona pedonale e quella carrabile o ciclabile, una striscia tattile di Codice di ARRESTO/PERICOLO di colore sufficientemente contrastato, larga 40 cm, eventualmente sovrapposta alla striscia dipinta. In alternativa, soprattutto quando le guide naturali presenti non siano così evidenti, invece di segnalare il confine della zona pedonale, si potrà installare un ercorso rettilineo, cosa che induce il disabile visivo a seguirlo senza discostarsi da esso.

    N.B.
    L'interruzione di 2 metri (portone) viene superata agevolmente da un disabile visivo, quella di 4m (passo carrabile) necesista di guida artificiale.